Per una sana educazione sessuale nelle scuole

Scritto da il 21 Ottobre 2020

Lo scorso anno sono venuta in contatto con il gruppo di Making of love che, coadiuvato da Paolo Mottana, docente di filosofia dell’educazione, promotore della filosofia immaginaria e della controeducazione, si è posto l’obiettivo di portare nelle scuole la tematica della sessualità, da tempo confinata in un penoso limbo di omertà e di silenzio per paura delle critiche di genitori e colleghi. La mia ricerca, partita circa sette anni fa e inizialmente rivolta esclusivamente al mondo femminile, piano piano si è allargata fino a comprendere nei miei scritti anche l’universo giovanile. Ovviamente, poiché sono madre di tre figli adolescenti e docente di scuola superiore, mi è venuto spontaneo interrogarmi su alcune tematiche relative a un ambito delicato, ignorato dalla scuola o, spesso, lasciato in mano al personale dell’ASL che si occupa più di prevenzione che non dei bisogni dei nostri ragazzi. La sessualità, infatti, è ancora un tema scomodo. Basti pensare che qualche mese fa una puntata di Presa Diretta, programma giornalistico di Riccardo Iacona, dedicata al “Tabù del sesso” in Italia, dalla Rai è stata spostata in seconda serata. Nonostante la decisione sia stata criticata da più parti, la Rai ha bloccato anche la messa in onda della replica prevista come di consueto il sabato pomeriggio, sostituendola con un film Disney. Durante la puntata, però, era intervenuta la filosofa Michela Marzano a sottolineare come sia compito della scuola insegnare il rispetto dell’orientamento sessuale. Che parlare di sessualità sia ancora un problema mi pare piuttosto evidente se molti colleghi evitano film o libri perché considerati imbarazzanti o troppo fuori onda rispetto la morale comune. Eppure come sempre esiste una separazione netta tra quello che pensano gli adulti e l’universo dei ragazzi, molto più complesso e variopinto di quanto ci ostiniamo a credere. Non si tiene conto, infatti, delle innumerevoli sfumature o del fatto che termini come gender fluid o genere non binario sono di uso comune. Se in molti Stati europei questa materia è obbligatoria (in Germania dal 1968, in Danimarca, Finlandia e Austria dal 1970, in Francia dal 1998), fanno però eccezione 7 paesi su 24 analizzati. In Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania Regno Unito e Italia resta ai margini. Ma, nonostante gli sforzi. Pare che anche nei paesi dove è riconosciuta, come si evince  nel rapporto dell’Unesco “International Technical Guidance on Sexuality Education” del 2009, molti giovani non sono adeguatamente informati sulle questioni fondamentali: in particolare sui temi della salute e dei diritti riguardo il sesso e la riproduzione. E l’HIV è tornato a essere quello sconosciuto. Per questo ritengo illuminante il progetto di Making of love. “Edonè, la sindrome di Eva”, di Lucio Basadonne e Anna Pollio, è un docufilm rivolto proprio alle scuole in cui sono gli stessi ragazzi ad affrontare il tema di una corretta educazione sessuale attraverso il loro linguaggio. A questo poi ha fatto seguito il libro “ Parliamo di sesso” in cui gli autori rivelano apertamente di voler gettare le basi per la terza rivoluzione sessuale. Per la prima volta dopo il Sessantotto i giovani non hanno paura di raccontare le loro esperienze e preferenze avvicinandosi all’intimità senza paure e preconcetti. In Italia, infatti, l’educazione sessuale resta un tabù: a scuola non è prevista, in famiglia non se ne parla proprio e tra amici avviene affrontata attraverso i peggiori stereotipi. i nostri ragazzi, facilitati dalla rete, ormai prendono le informazioni dal porno col rischio di svilire la sessualità in un esercizio meccanico dove l’uomo prevarica la donna. Le quattro ragazze e i quattro ragazzi, già protagonisti del film Edonè, con il libro edito da Fabbri Editore e pubblicato nel settembre 2020, sviscerano il tema e offrono un panorama più ampio non solo ai loro coetanei ma agli insegnanti o a chiunque voglia chiarirsi le idee sul sesso e le sue pratiche. In questo manuale di nuova educazione sessuale, quindi, si parla di diritto al piacere, consenso, sex toys, poliamore, coppia, identità di genere, masturbazione, omosessualità, contraccezione e tanto altro. Si tratta di un itinerario verso una sessualità libera e consapevole, priva dei pregiudizi tipici delle passate generazioni.

Credits:

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Foto di Free-Photos da Pixabay 


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