La didattica che verrà

Scritto da il 9 Febbraio 2021

L’esperienza della didattica a distanza (LEAD per la scuola dell’infanzia e DAD per gli altri ordini di scuola) è un’esperienza che ha segnato una svolta nel modo di fare scuola nel nostro Paese.
Una svolta già avviata in altre nazioni, tant’è vero che l’acquisto dei banchi a rotelle è stato presentato anche come un adeguamento ai più evoluti paesi europei; ma la digitalizzazione didattica italiana marcia con un ritmo proprio, al passo con la nostra realtà socio-economica. Gli studenti italiani, per esempio, usano ancora i libri cartacei che portano negli zaini e i tablet non appartengono al “kit di studio” individuale, ma lasciamo perdere questo tipo di considerazioni per soffermarci sulla didattica che verrà e sulle nuove responsabilità di cui è investita la scuola.
Già da alcuni anni, quando l’ipotesi di una pandemia come quella che stiamo vivendo era inimmaginabile, nel mondo scolastico si era avvertita l’esigenza di adeguarsi al dilagante uso del linguaggio informatico e perciò fu introdotta, giusto in tempo, la figura dell’animatore digitale. Una figura che è stata molto importante nel momento in cui l’unica possibilità di fare scuola è stata quella della didattica a distanza: una “full immersion” nel digitale che è costata un impegno notevole da parte degli alunni, per i più piccoli anche dei genitori, ma anche per gli insegnanti. In moltissimi istituti scolastici di tutti gli ordini proprio gli animatori digitali hanno attivato dei corsi di formazione per i propri docenti, in molti casi meno avvezzi degli alunni nell’uso del digitale.
In fondo il linguaggio informatico appartiene sempre più alla nostra vita, per le nuove generazioni è pane quotidiano. Basta pensare che fino a qualche anno fa i bambini della Scuola dell’Infanzia che i primi giorni di scuola piangevano si calmavano dicendo “telefono a mamma”, oggi dicono immediatamente “manda un whatsapp a mamma”o “fammela vedere al cellulare”… del resto la conoscenza della multimedialità è ormai inserita anche negli obiettivi di questo primo ordine scolastico.
Purtroppo quasi quotidianamente la cronaca riporta di tragedie dovute ad un uso improprio degli ausili multimediali: morti dovuti a stupidi giochini diramati in rete, suicidi dovuti all’inserimento inconsapevole in reti pornografiche, istigazione ad atti letali di persone fragili, bullismo virtuale, ecc. ecco perché la scuola è ancora una volta l’istituzione più adatta a condurre per mano ad un uso responsabile di questo canale di comunicazione facendone conoscere i vantaggi ma anche i pericoli che derivano da un uso improprio. Resta ovvio, però, che la scuola oltre ad intervenire sugli alunni, richiama e sensibilizza anche le famiglie a co-esercitare il ruolo di guida e di controllo sull’uso che ne fanno i ragazzi, ruolo che comunque in primis spetta ai genitori. E i genitori come tutti gli adulti di riferimento hanno il dovere di imporre regole precise sull’uso controllato di cellulari e pc: troppo spesso anche i bambini piccolissimi vengono intrattenuti con il cellulare, imparano a farci dei giochini e senza rendersene conto si crea per loro una dipendenza; inoltre non sono pochi i casi in cui soprattutto gli adolescenti, in piena tempesta ormonale e all’apice della curiosità sessuale, navigando in internet vengono attratti da siti pericolosi e si trovano coinvolti in situazioni pericolose. Dunque non resta che auspicare un impegno collettivo per un uso corretto e proficuo del digitale!







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