Appalti Scuola e gite scolastiche: La Gara Consip e il “Cartello” che Esclude le PMI

Scritto da il 16 Ottobre 2025

Le recenti innovazioni nel settore dell’Istruzione hanno avviato una profonda trasformazione, portando i viaggi di istruzione, i corsi di lingue e i percorsi di Formazione Scuola Lavoro non solo come esperienze educative, ma anche come occasioni per riflettere sulle nuove opportunità didattiche che governano il sistema scolastico. Con la concentrazione del settore ( come si prospetta) in poche mani, molte scuole si troveranno a dover navigare in un panorama complesso dove l’autonomia scolastica e la concorrenza appaiono limitate.

La Consip, l’ente nazionale per gli acquisti pubblici, sta giocando un ruolo cruciale in questo processo. La sua azione dovrebbe mirare a razionalizzare la spesa e a garantire che le risorse siano utilizzate in modo efficace. Ma cosa significa questa “discesa in campo” per gli studenti, insegnanti e per gli operatori professionali del turismo? Mentre le scuole cercano di adattarsi alle nuove linee guida, c’è il rischio che i processi di formazione esperienziale, diventino una mera formalità anziché momenti significativi di apprendimento.

Il Mercato dei viaggi di istruzione, dei corsi di lingue e stage di Formazione Scuola-Lavoro sono un vero e proprio tesoro, con un fatturato annuo che oscilla tra un miliardo e 200 milioni e un miliardo e mezzo di euro. Questo settore non solo genera enormi risorse economiche, ma offre anche esperienze formative imprescindibili per circa 5 milioni di studenti che frequentano le oltre 8000 autonomie scolastiche in tutta Italia. In questo mercato, hanno operato fino ad oggi quasi 800 agenzie di piccole, medie e anche microimprese professionali che hanno offerto servizi su misura, creando percorsi personalizzati e coinvolgenti che hanno soddisfatto le esigenze di studenti e istituti. Ogni viaggio, ogni corso, ogni tappa diventa un’opportunità unica di crescita e scoperta, alimentando una curiosità insaziabile e un desiderio di esplorare il mondo.

Fino a Giugno di quest’anno, grazie a una deroga concessa dall’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione), le scuole potevano generare autonomamente i codici di gara (CIG E CUP) per diversi Progetti all’interno del “capitolo viaggi” del proprio bilancio. Tuttavia, con la nuova regolamentazione, l’ANAC ha messo fine a questa prassi, classificando le diverse voci di servizio come affini e imponendo quindi l’obbligo di gare europee per importi al di sopra della soglia di 143mila €. Gare e procedure gestite da stazioni appaltanti qualificate. Questo cambiamento ha generato caos e incertezza a tutti i livelli.

In risposta a queste sfide, il MIM ha cercato di potenziare gli Uffici Scolastici Regionali (USR), con l’obiettivo di trasformarli in stazioni appaltanti qualificate. Nel complesso, 60 funzionari delle USR (ed altre 161 con nuove assunzioni in arrivo) hanno frequentato corsi di formazione specifica per qualificarsi come stazione appaltante, percorso che si preannuncia lungo e complesso, con tempi che potrebbero estendersi fino alla seconda metà del 2026.

La gara d’appalto di CONSIP ha sollevato polemiche e discussioni tra le agenzie di viaggio e rappresentanti del settore creando incertezza tra i dirigenti scolastici. Il bando, del valore economico di poco meno di 50 milioni di euro suddivisi in 10 lotti, non riguarda i costi effettivi dei servizi offerti, ma mettono a Bando il margine di guadagno massimo del 18,5% per le agenzie di viaggio. Tale impostazione riduce drasticamente la libertà imprenditoriale, e soprattutto lasciano perplessi i requisiti di accesso al Bando con paletti economici che escludono dal mercato tutto il mondo delle PMI. Per essere ammessi alla procedura di gara i partecipanti devono avere fatturati tra i 4 milioni a 50 milioni di euro. Tali cifre di accesso alla procedura sono irraggiungibili per il 97% delle agenzie di viaggio che vedrebbero vanificata la loro professionalità a scapito di 4/5 grandi gruppi, che grazie alle dimensioni di fatturato si accaparrerebbero le posizioni utili (quattro per ogni lotto e potrebbero essere sempre le stesse ) per gestire le risorse dei10 lotti di cui si compone il bando. Un vero e proprio “cartello” in posizione dominante.

Se non verranno presi provvedimenti, si assisterà alla chiusura di centinaia di aziende, con inevitabili perdite di posti di lavoro e professionalità preziose. È essenziale che il Ministro del Turismo e le organizzazioni di settore comprendano la gravità della situazione e lavorino insieme per scongiurare un bando che è tecnicamente insostenibile e maggiormente oneroso per le famiglie degli studenti.

E questo è solo l’inizio.


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